Mai titolo fu più indicativo del contenuto. Questa lettura mi si è rivelata perturbante.
Durante la "passeggiata" in cui il protagonista accompagna il padre, medico condotto, tra pazzi e malati, mentre lo segue laggiù nella gola (dove si trova il mulino) e poi su, in alto, fino alle mura del castello in cui incontra il principe (folle? saggio?), io non ho mai smesso di pensare a Kafka. è stato come andare oltre Kafka. Laddove nel Il castello non si arriva mai, qui si entra. Là de Il processo noi non sappiamo nulla delle motivazioni, qui sappiamo tutto. Lì una porta resta invalicata...qui la finestra è sempre aperta.
Ma questi saperi restano "incomprensibili" nella loro chiarezza estrema.
Un essere umano può sentirsi unito ad un altro che ama soltanto quando quest'altro è morto, e davvero è entrato a far parte di lui.
Bernhard, Perturbamento
La vita intera non è altro che un tentativo ininterrotto di ritrovarci.
Bernhard, Perturbamento
Ma l'ordine è là dove c'è il disordine.
Bernhard, Perturbamento